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GildaToscana: Documenti

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  Documenti SOSTEGNO: TAR LAZIO

SOSTEGNO, TAGLI ANNULLATI DAL CONSIGLIO DI STATO. Ecco un video della Gilda
 
 
  Posted by SamSam on Monday, February 18 @ 23:31:49 CET (1023 reads)
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  Documenti Noi siamo per il valore legale del titolo di studio

In tutta Europa il potere di conferire  titoli di studio è assegnato alle scuole, alle università, o alle altre istituzioni di istruzione superiore, dallo Stato - sia che si tratti di istituzioni pubbliche o private.
E' preoccupante vedere che mentree si parla di abolire il valore legale delle lauree  non sia altrettanto chiaro quali strumenti e quali autorità sostituirebbero il matematico riconoscimento del titolo.
 >> leggi
 
 
  Posted by SamSam on Friday, March 30 @ 18:11:37 CEST (655 reads)
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  Documenti CONTRATTI REGIONALI TOSCANA

Incontri in corso, tra l'Ammiistrazione regionale della Toscana e i Segretari Regonali delle Organizzazioni Sindacali firmatarie, per l'elaborazione dei Contratti regionali del Diritto allo Studio e delle Relazioni Sindacali.
 
 
  Posted by SamSam on Wednesday, April 27 @ 13:13:18 CEST (768 reads)
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  Documenti GLI INSEGNANTI SONO MATTI O I MATTI FANNO GLI INSEGNANTI?

Intervista con Lodolo d'Oria che dichiara come non sia vera nè l'una nè l'altra tesi, dissentendo con la stampa che trasforma in "stravaganze" vere e proprire patologie derivanti da una  professione sempre più " a rischio"..


 
 
  Posted by SamSam on Thursday, January 20 @ 16:57:54 CET (739 reads)
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  Documenti Elezioni RSU

Oggi 3 agosto si è svolto presso la sede dell’Aran un incontro fra la parte pubblica e le organizzazioni sindacali per esaminare la questione del rinnovo delle RSU di istituto.
Cisl, Uil, Snals e Fed. Gilda-Unams ritengono che prima di definire date e modalità di elezioni vadano istituiti i nuovi comparti. Quindi nulla di fatto fino alla fine di agosto
 
 
  Posted by SamSam on Wednesday, August 04 @ 00:27:53 CEST (701 reads)
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  Documenti L'Associazione Presidi spinge verso l'assunzione diretta?

L’ANP ha sollevato una questione di legittimità del CCNI relativo alle utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie sottoscritto il 15 luglio u.s.
Ritiene infatti che, secondo le disposizioni del Dlgs 165/2001  e del  Dlgs 150/2009,  la materia della gestione delle risorse umane sia riservata esplicitamente all’esercizio dei poteri dirigenziali e sia quindi fuori dalle materie oggetto di contrattazione.
Per questo richiede il ritiro del testo contrattuale in questione.
 
 
  Posted by SamSam on Friday, July 23 @ 17:06:51 CEST (732 reads)
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  Documenti DALL'ASSESSORATO REGIONALE ALL'ISTRUZIONE

Nel corso della riunione con le Province, seguito all'incontro del 2 marzo tra Assessorato e OOSS e annunciato su questo sito, l'assessore regionale all'istruzione ha formalizzato la posizione della Regione Toscana sull'attuazione del riordino della scuola superiore.

 
 
  Posted by SamSam on Wednesday, March 10 @ 16:12:53 CET (787 reads)
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  Documenti CONVIENE INVESTIRE SULL'ISTRUZIONE

Una pubblicazione della Banca d’Italia, che si limita al punto di vista puramente economico,  guarda al sapere come ad un investimento. (“I rendimenti dell’istruzione”, di F.Cingano - P.Cipollone, n.53, 2009). Se l'investimento in azioni e titoli può aver raggiunto rendimenti annui al 5,2 , INVESTIRE NELL’ISTRUZIONE  farebbe guadagnare al singolo fino al 9 per cento della spesa iniziale, producendo un beneficio superiore ai costi sostenuti.

 
 
  Posted by SamSam on Sunday, February 28 @ 16:13:14 CET (778 reads)
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  Documenti RIFORMA DELLA SCUOLA

SUL SITO DELLA GILDA DI VENEZIA TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SULLA RIFORMA
 
 
  Posted by SamSam on Saturday, February 27 @ 19:40:16 CET (738 reads)
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  Documenti ARCHIVIO NOTIZIE (in costruzione)

LE NOTIZIE IN SECONDO PIANO SARANNO INSERITE IN UNA PAGINA ARCHIVIO.
(il link si troverà nella top della prima pagina)

 
 
  Posted by SamSam on Monday, February 01 @ 20:51:41 CET (708 reads)
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  Documenti Brevi dal Miur: ELEZIONI RSU RINVIATE

Con nota 9/11/2009 prot. n. 9615 inviata ai Direttori Regionali, il MIUR ha trasmesso la nota 416 del 4 novembre u.s. Dipartimento della Funzione Pubblica.

Si chiarisce che le elezioni RSU sono rinviate al 30 novembre 2010.

Le Organizzazioni Sindacali della Toscana stanno formulando un orientamento per le province in cui saranno indicate le date per gli Istituti derivanti da accorpamenti e per le scuole in cui la RSU sia assente.

 
 
  Posted by gildaammi on Tuesday, November 24 @ 10:12:33 CET (749 reads)
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  Documenti Per la formazione docente è fondamentale il ruolo della scuola

Il Consiglio Direttivo della SSIS Toscana ha deliberato un importante documento, in cui si riconosce l'insostituibile ruolo del mondo della scuola per la formazione docente, con particolare riguardo alle figure professionali dei tutor accoglienti e dei supervisori di tirocinio.
 
 
  Posted by gildaammi on Saturday, July 11 @ 22:37:01 CEST (784 reads)
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  Documenti Tagli agli organici: CONTRO I TAGLI NELLA SCUOLA PUBBLICA

DOCUMENTI CONTRO I TAGLI NELLA SCUOLA PUBBLICA

E PER UNA VERA POLITICA SCOLASTICA

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  Posted by gildaammi on Saturday, October 04 @ 10:11:35 CEST (782 reads)
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  Documenti Rassegna Stampa: Voti, condotta e credibilità

Se qualcuno non se ne fosse accorto, il governo ha approvato un decreto legge (immediatamente vigente, quindi) che riporta la valutazione in voti anzichè giudizi alle scuole medie e reintroduce il maestro unico alle elementari. Tutto questo accade a 3 giorni dall'inizio dell'anno scolastico. TRE giorni.
Vogliamo rimanere ancora in silenzio? Lasciarci passare tutto questo sulla testa senza battere ciglio?
Vi invio un articolo da Repubblica, è solo uno dei molti sul tema, perchè sono molto d'accordo con le osservazioni di chi l'ha scritto.
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Repubblica 29-08-2008

MICHELE SERRA : A scuola tornano i voti 

Via alla riforma per medie e elementari, ripristinato il maestro unico 

Forse tradita dall´entusiasmo, il ministro dell´Istruzione (ex pubblica) Mariastella Gelmini guida la folta lista dei ministri super-dichiaranti, annunciando ogni giorno una novità salvifica. Ieri è stato il turno del ritorno al voto, che segue il ritorno del grembiule, il ritorno alla maestra unica, il ritorno della buona condotta e un´altra messe di ritorni, tutti implicitamente o esplicitamente motivati dalla ripulsa del famoso "spirito sessantottino" che con il suo venefico lassismo avrebbe devastato la scuola italiana nel seguente quarantennio. 

Volendo, si potrebbe obiettare che tutti questi ritorni hanno qualcosa di refluo e di platealmente nostalgico, dunque poco attinente al concetto di "nuovo" e "innovativo" che riluce sulle insegne della destra trionfante. Più che alla scuola gentiliana alludono a quella deamicisiana, con i buoni e i cattivi bene incolonnati sulla lavagna (sempre che arrivino i soldi per comperare il gessetto).Un po´ come se il ministro del Lavoro volesse abolire il weekend lungo, culla della fannullaggine privata e pubblica, quello dello Spettacolo rilanciare la censura, quello degli Interni le cariche a cavallo, e via via rimpiangendo quell´Italietta finto-proba, moralista e classista che il povero Sessantotto provò in effetti a seppellire, salvo poi inciampare, nel 2008, nelle sue ossa bene aguzze. 

Ma fare il ministro della scuola, in questo paese e con questa scuola depressa e impoverita, è un mestiere così difficile che non regge il cuore a infierire più di tanto. La buona volontà del ministro merita la sufficienza (un "sei politico", parlando da sessantottini incanutiti), grembiule e voti e maestra unica possono perfino trovare qualche pedagogista consenziente, e pazienza se non una delle novità annunciate è esente da un forte odore di naftalina. Per contro, non c´è genitore o docente con il sale in zucca che non avverta la necessità di irrigidire qualche regola, e rattoppare qualche falla provocata dal deficit di autorevolezza degli adulti.
Quello che però vorremmo infine sapere, da un ministro che annuncia di voler rivoltare la scuola e redimerla dei suoi peccati, è se non crede che, nel pacchetto di provvedimenti che va snocciolando un giorno sì e l´altro pure, manchino almeno due intenzioni ben più strutturali della riforma delle pagelle. La prima intenzione è restituire ai docenti dignità sociale e dunque un censo adeguato, senza il quale è puramente insensato pretendere che le persone di qualità (del Nord e del Sud) puntino alla carriera scolastica. La passione e la vocazione, da sole, non bastavano nemmeno a tenere insieme la scuoletta del Regno, dove pure il maestro e il professore godevano della venerazione di un popolo ancora semianalfabeta: figuriamoci oggi, che l´intero apparato pubblicitario-televisivo (se il ministro non ne ha mai sentito parlare, chieda al suo premier) ha inculcato in grandi e piccini l´idea che i quattrini sono tutto, e tutto il resto è appena una variabile di scarso interesse. Gli analfabeti si prostravano ai maestri, gli attuali analfabeti di ritorno li disprezzano.

La seconda intenzione sarebbe ridare alla scuola pubblica la sua vecchia, indiscussa centralità ideologica (sì, ideologica) che è tutt´uno con la sua identità, sostanzialmente immutata dal Regno al fascismo alla Repubblica: quella di cardine formativo di un popolo, di uno Stato, di una comunità di cittadini. L´idea balorda e pericolosa – sovversiva, direi, perfino più del Sessantotto… – che la scuola pubblica sia solamente una delle scuole, una delle possibilità formative, non solo ha stornato risorse altrove, ma ha parzialmente svuotato di orgoglio e di certezze l´intero ambiente: esattamente come se le Forze Armate sapessero di essere parificate a eserciti privati, a pari titolo destinatari di denaro pubblico nel nome della "libertà di scelta". 

In parallelo, avanzava nel Paese l´idea che "pubblico" fosse comunque sinonimo di inerzia, parassitismo e qualità inferiore: per la prima volta nella storia d´Italia. In una comunità di consumatori e non più di cittadini, di "profili professionali" da valutare e impostare fino dalla prima infanzia e non più di giovani da formare alla cultura e alla dignità personale, come potrebbe mai rimotivarsi una scuola pubblica svilita dai suoi stessi governanti, stretta tra la cultura aziendalista e quella consumista, travolta dalla rivoluzione tecnologica senza poterla affrontare ad armi pari (che fine ha fatto la promessa proto-Berlusconiana di "un computer per ogni studente"?), insicura del suo presente economico e, quel che è peggio, del suo futuro istituzionale?

Creda, ministro Gelmini, nessuno può permettersi, con i tempi che corrono, di contrapporre pregiudizi "libertari" ai suoi pregiudizi vagamente autoritari. Ma sconcerta non sentire più, da molto tempo, un orgoglio scolastico che si fondi sull´orgoglio pubblico, sulla volontà politica (tradita anche dai governi di centrosinistra) di fare della scuola di Stato, costi quel che costi, la prima anzi la primissima delle priorità politiche e finanziarie. Gli insegnanti si sentono soprattutto sgridati, accusati di essere impreparati, sciatti, assenteisti e magari meridionali. E il loro essere malpagati, secondo lo spirito dei tempi appare più come una colpa che come un torto subito. Avrebbero bisogno dell´esatto contrario: di un ministro che batta i pugni sul tavolo e pretenda risorse, quattrini e rispetto in pari misura. Un ministro che sia il primo dei docenti e non la loro controparte. Come può pretendere rispetto e stima dagli studenti una scuola che non ha più il rispetto e la stima dei politici che la reggono? 

 
 
  Posted by giornial on Friday, August 29 @ 17:40:05 CEST (811 reads)
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  Documenti Tagli agli organici: I tagli alla scuola pubblica

Nota della redazione: riportiamo dal blog didattico integralmente in prima pagina per il taglio e lo spessore della riflessione.
.....
In queste settimane, nell'indifferenza pressoché generale  e nella quasi totale inconsapevolezza della maggioranza dei cittadini, è in atto una vera e propria macelleria educativa, ovviamente con il pretesto della necessaria razionalizzazione del sistema dell'istruzione nel nostro Paese e sulla base di statistiche abbondantemente taroccate. 

Nel frattempo, il Ministro Gelmini appare quotidianamente in televisione, sponsorizzando le più svariate iniziative di immagine, dall'introduzione della divisa scolastica come "segno forte di appartenenza" (appartenenza a cosa? A scuole che vengono sistematicamente smembrate dai burocrati degli Uffici Scolastici?) alla proposta di settimana corta, passando attraverso il sette in condotta e la musica di Gaber, del quale evidentemente il Ministro è fan,  indicata come argomento di studio e approfondimento. Senza far mancare un chiacchiericcio fastidiosamente demagogico sulla presunta valorizzazione del merito.

Intanto, classi intere vengono fatte scomparire con un tocco di bacchetta magica, le cattedre svaniscono nel nulla, un po' ovunque la continuità didattica viene tranquillamente scavalcata. Fra accorpamenti e cancellazioni, che interessano anche  classi intermedie e terminali, i ragazzi sono costretti a modificare il loro piano di studi, a trasferirsi in istituti talvolta significativamente distanti dalla città di appartenenza, ad affrontare spese,  incertezze e improvvisi mutamenti di rotta. Nel caso della mia scuola, i tagli previsti mettono fortemente in discussione la sopravvivenza stessa del Liceo Classico (in una Città di trentaquattromila abitanti, non in uno sperduto paesino di montagna!) e ridimensionano drammaticamente le possibilità di sviluppo e di qualificazione della sezione scientifica. 

Ma non è della situazione specifica che voglio parlare, perché la questione non riguarda solo il Liceo di Piombino o la nostra Provincia. In realtà mentre l'informazione si trastulla con le dichiarazioni sempre un po' populiste del politicante di turno, i cittadini (che siano professori, studenti o genitori) sono costretti a subire le conseguenze di scelte miopi, che ragionano solo in termini brutalmente economici, senza considerare affatto la specificità delle singole situazioni, le aspettative dell'utenza, gli impegni già assunti dalle Istituzioni Scolastiche e, soprattutto, il tanto decantato merito e la sempre esaltata (a parole) “qualità del servizio”. Non parliamo poi del diritto allo studio e della lotta all’abbandono scolastico, formulette vuote, buone giusto per pessime esercitazioni retoriche alle quali non crede più nessuno.
 

Questa è la situazione. Sarebbe auspicabile che ad essa venisse dato giusto risalto, confinando ai margini le discussioni balneari sul look degli studenti, utili evidentemente a gettare fumo negli occhi e a distogliere l’attenzione dei cittadini dal sistematico e perverso impoverimento della scuola pubblica nel nostro Paese.


 
 
  Posted by Gildaammi on Wednesday, July 30 @ 10:04:53 CEST (772 reads)
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